1. 18-05-2009 Convegno "dire, fare, famigliare" [...]          2. 18-05-2009 Pubblicazione libro"Piccole imprese globali" [...]          

Indice del libro

Piccole imprese globali.  Una comunità costruisce servizi perle famiglie
a cura di Gino Mazzoli  e Nicoletta  Spadoni, (Franco Angeli editore)
,   è il libro, uscito in questi giorni, che racconta l’esperienza di C’entro.

Ci  sembra che il testo si proponga con un’interessante poliedricità:

  • da un lato infatti, nel resocontare una "buona prassi" di lavoro di comunità, vengono proposte alcune ipotesi di lettura abbastanza inedite

    - sui nuovi problemi che attraversano le famiglie (ipotesi ricavate da un lavoro pluriennale dapprima di ricerca-azione, in seguito di costruzione di un'organizzazione complessa)
    - sul nuovo ruolo cui sono chiamati i servizi sociali ed educativi a fronte delle tumultuose trasformazioni che hanno profondamente modificato la società e, di conseguenza, la vita quotidiana
  • dall'altro lato le pagine che seguono contengono una consistente varietà di contenuti e di approcci a cavallo tra teoria e prassi:

- nella parte prima, concettualizzazioni sui temi prima accennati (trasformazioni dei problemi delle famiglie,  lavoro di comunità, nuovo ruolo dei servizi) in grado di aprire prospettive strategiche sul futuro del welfare e, più in generale, sulla convivenza sociale e la qualità della vita nelle comunità locali
- nella parte seconda, un’ampia descrizione del lavoro "dietro le quinte" (metodologia e costruzione di strumenti operativi) che da un lato consente al lettore di trarre  spunti per la propria attività, dall'altro lato propone uno stile originale di documentazione di un'esperienza in vista della sua diffondibilità (non a caso i protagonisti di questa iniziativa -famiglie, operatori del pubblico e del privato sociale, amministratori locali-  vengono periodicamente invitati in varie località del nostro Paese per esporre questa singolare avventura e/o per contribuire all'avvio di nuove analoghe esperienze)

Lo stile espositivo ( in alcune parti più tecnico, in altre più narrativo) consente di rivolgersi a livelli di pubblico abbastanza eterogenei: dirigenti e operatori del pubblico e del privato sociale, università, associazioni promotrici di iniziative di cittadinanza attiva, amministratori locali.

Infine un’annotazione epistemologica: poiché le idee e le azioni cui esposte sono il frutto di un lavoro sviluppatosi nell'arco di 13 anni, si può dire che rappresentino un capitale conoscitivo particolarmente prezioso, essendo piuttosto rara la possibilità di sperimentare su tempi medio-lunghi la riflessione intorno a processi sociali complessi che di solito o hanno una durata più breve o non producono intorno ad essi un'adeguata riflessività

 


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